De Gnocchibus

Tra un sushi bar, uno tzatziki e un pancake (seeee, me piacerebbe!) voglio condividere con voi la mia ricetta per fare gli gnocchi veri. Fatti in casa.

C’è stato infatti un periodo, questo inverno, in cui, complici anche le mie amiche, mi sono ritrovata in piena frenesia da sperimentazioni culinarie di grado avanzato. Quel grado, per intenderci, che prevede la preparazione di un piatto dall’inizio alla fine, impastando e zozzandosi di farina dalla testa ai piedi.

Dopo un intenso pomeriggio passato a impastare pane, infornare cornetti e cinnamon rolls e spadellare gustose pizze e focacce, m’era preso il ghiribizzo di provare altre ricette veraci che comportassero l’utilizzo di pasta fresca ed affini.

La mia anima romana mi ha imposto di iniziare dagli gnocchi. Anche perché per molti (compresa la sottoscritta fino ad allora) la preparazione degli gnocchi, dalla patata bollita fino alla preziosa e gustosa pepita, è un evento mistico/religioso/alchemico più che culinario.

In realtà è piuttosto semplice.

Il problema principale dello gnocco è uno ed uno soltanto. La patata. E quando me ne sono uscita con tale perla di saggezza davanti agli amici miei, maschi, che ve lo dico a fa?, il parallelo con la vita reale al di fuori della cucina è esploso come una supernova. Ve lo risparmio.

Se nelle prossime righe riuscirete a scorgere anche al più pallida equivocità, è colpa della vostra mente malata.

Dicevamo, il problema dello gnocco è la patata. E vo a spiegare: una patata troppo acquosa, infatti, può richiedere dosi eccessive di farina facendo diventare lo gnocco una breccola e quindi immangiabile.

Non tutte le patate vanno bene e non in tutti i periodi dell’anno c’è la patata giusta per fare gli gnocchi, dicono. La maggior parte delle patate in commercio, infatti, sono patate novelle, fresche o a pasta bianca, in genere quindi molto acquose (Acquuuuuose, fluuuoro. Ok. La smetto).
Le patate a pasta rossa, che pare siano le più indicate, io non le ho MAI trovate. Ma mai mai eh. Gli esperti però dicono che anche una patata normale, invecchiata, può fare al caso nostro.

Eh. Ma se io ho ospiti a cena che faccio, torno indietro nel tempo di un paio di settimane per comprare un paio di patate che dopo due settimane sarebbero perfettamente invecchiate? (O.o)
Nun se po.

E quindi? Beh, partendo dall’assunto che lo stesso processo di bollitura aumenta la quantità di acqua nelle patate, non c’è che una cosa da fare: bollire le patate senza acqua. Easy.

Ricetta per gnocchi certificata Ziska.

Ingredienti (abbondanti) per 4 persone. Che i nostri amici sono di appetito sano e così ci piacciono 😉
1200 gr di patate sbucciate
600 grammi di farina (ma probabilmente ve ne basterà di meno)
Sale a piacere

E BASTA
C’è chi mette l’uovo. Io mi trovo bene senza.

Lessare le patate nel microonde. Come? Prendete delle patate non troppo grandi, innanzitutto, altrimenti ci mettono troppo a cuocersi, le sbucciate, le avvolgete ad una ad una nella pellicola trasparente a mò di caramella (lasciando gli angoli un po’ aperti per far sfiatare il vapore) e la mettete a 750 W per 4 minuti. Poi con cautela senza ustionarvi rimuovete la pellicola et voilà, patata lessa ma asciutta.
Fate così per ogni patata.
Ci vorrà un po’ ma il risultato è assicurato.

Una volta lessate le patate, appunto,schiacciatele con lo schiaccia patate, aggiungete il sale e lasciate stiepidire. Innanzi tutto per non procurarvi serie ustioni durante la fase di impasto. Secondo perché così le patate schiacciate saranno ancora meno acquose.

In alternativa, se non avete un microonde o se la vostra religione vi impedisce di possederne uno, fate come gli antichi, lessate le patate (magari in pentola a pressione, senza sbucciarle in modo che incorporino meno acqua), le sbucciate, le schiacchiate e, di nuovo, le lasciate freddare ben bene così che il grosso dell’umidità evapori.

Poi piano piano iniziate ad amalgamare la farina alle patate impastando. E impastando. E impastando. Quando fermarvi? Quando l’impasto non vi si appiccica più alle mani e lo vedere bello sodo ed elastico. Tendenzialmente con questo metodo, e per avere degli gnocchi belli sodi, ma non duri, io aggiungo quasi metà del peso delle patate in farina.

Come in questo caso, poco meno (dipende veramente di volta in volta dalla patata in questo caso) di 600 gr di farina per 1200 gr di patate.

Otterrete così l’impasto.

A questo punto prendere piccole porzioni di impasto, le lavorate a formare un lungo cordone, che poi tagliarete a formare gli gnocchi veri e propri.

In attesa di cuocerli mettete a riposare gli gnocchi (ben infarinati affinché non si attacchino tra loro) su un vassoio, una leccarda o simili.

Per la cottura, mi raccomando le tre regole d’oro
– L’acqua deve bollire bene
– Aggiungete olio per non far attaccare gli gnocchi tra di loro
– Togliete subito gli gnocchi dall’acqua mano a mano che affiorano alla superficie aiutandovi con una schiumarola.

Se il risultato fosse insoddisfacente allora chiamate pure il mio agente Ziska, che per un modico (eheh) compenso vi vengo a fare lezioni private di cucina direttamente a casa (entro il raccordo le spese di spostamento le pago io, fuori no!) 😛

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Questo Articolo è stato pubblicato da Francesca

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One thought on “De Gnocchibus

  1. Fantastica questa ricetta… mi hai fatto venire una voglia di provarci subito!
    La dritta del microonde è geniale e mi rammarico molto di non averne uno a casa mia per cui temo che quando sarà seguirò l’indicazione pentola a pressione e… che Dio me lo mandi gnocco! 😉

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