L’Italia non è

Posso dire, dopo quasi 8 mesi di maternità e un gruppo di circa un centinaio di mamme che l’Italia non è un paese per famiglie. Ma soprattutto non è un paese per mamme.

In Italia DEVI scegliere se essere mamma o lavorare, se provi a fare entrambe le cose vieni criticata sia come mamma che come lavoratrice. Non importa se dormi una manciata di ore per notte (nei momenti belli) e qualche minuto (in quelli brutti), non importa se comunque mantieni al lavoro al tua professionalità e la tua serietà, non importa se cerchi di tenere in aria come un giocoliere i birilli della perfezione, e cerchi di portare tua figlia al parco anche se vorresti solo strisciare a letto e dormire, dormire, dormire.

In Italia molte madri non hanno accesso ai nidi, o, se ne hanno accesso, i nidi non fanno un orario compatibile con quello del lavoro, o le rette sono troppo alte.
Molte madri non hanno un supporto da nessuno se il datore di lavoro decide di fare mobbing, spendendole a lavorare all’altro lato del mondo; molte madri sanno che allo scadere dell’anno di vita del bambino verranno bellamente spedite a calci in culo nel fantastico mondo della disoccupazione, e malgrado questo tornano a lavorare per una manciata di mesi, perché non possono permettersi di non avere uno stipendio. Molte madri non possono permettersi il congedo parentale perché non possono stare al 30% dello stipendio e quindi devono tornare al lavoro quando il figlio ha 3 mesi lasciandolo spesso a chi sa chi.
Molte madri, quando il figlio sta male, non possono permettersi il lusso di stare a casa per malattia bambino in quanto non retribuita, e quindi sono costrette a prendere ferie (quando concesse) o a buttarsi malate dichiarando il falso.
In Italia il papà ha diritto a UN SOLO GIORNO di congedo obbligatorio pagato al 100% dello stipendio, come se il figlio non fosse anche il suo, ma, che so, dell’idraulico, del panettiere, dell’elettricista o dello Spirito Santo (eppure festeggiamo San Giuseppe)…

In Italia “hai voluto un figlio? E mo’ pedala, e ringrazia iddio che è sano”, altrimenti son cazzi, perché oltre a tutto questo c’è da aggiungere l’assistenza che non esiste, l’insegnante di sostegno che è un miraggio e la solitudine di una famiglia che non vive nel peccato ma che comunque sta all’inferno. E però in Italia tutti obiettori, tutti pro life. Si. Ma non Pro family.

Poi dici perché hai la colite spastica.

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One thought on “L’Italia non è

  1. Torno or ora da un colloquio con possibile pediatra che, tanto per cambiare, è pieno… 🙂
    E ho appena finito di guardare i punteggi per l’accesso ai nidi per l’anno 2014-2015. Praticamente fare la domanda è un pro forma con pochissime speranze di successo!

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