Saluti

E’ una cosa che non m’è mai riuscita bene, quella dei saluti. Non sono mai stata brava a staccarmi dalle cose, e soprattutto dalla gente.

I miei saluti sono tutto un guardare in basso, cincischiare con i piedi e con le mani, che improvvisamente si riempiono di dita, di unghie e di anelli (anche quando non ve ne sono). Perchè non sono brava a lasciare andare via le persone. Perchè le persone per me, anche quelle più insospettabili, diventano baluardo contro il mondo, punti fermi involontari della mia vita sempre alla ricerca di un equilibrio.
E quindi anche il collega con il quale prendo il caffè al pomeriggio è, a sua insaputa, un paletto, un’ancora. Continua a leggere

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Appello pro Referendum ed alcune opinioni personali

Prima di inizare con il resto del post, un appello: andate a votare. Che votiate sì o votiate no andate a voltare, perchè l’astensione non è un’opzione democratica. L’atensione non è opinione. E’ una non opinione, è menefreghismo, pigrizia, ignoranza, è l’italietta de noantri che ma chissenefrega basta che non si faccia nel mio giardino.

Andate a voltare, che siate per il SI o per il NO, ma predete e date un messaggio forte a questa classe politica: ossia che la nostra opinione CONTA. Se non contasse LORO non sarebbero lì dove sono.

Grazie.

Detto questo veniamo a noi. Continua a leggere

Solo i paranoici sopravvivono

Ieri è stata una giornata di quelle “mapopoNO!”.
Ieri ho veramente sfiorato il duplice omicidio, di quelli veramente truci che vedi sangue, occhi, budella e materia cerebrale e non capisci come sia potuto accadere o quale possa essere l’arma del delitto. D’altronde nessuno pensa mai al pericolo sotteso alle matite a mine. 0.7 mm. (La 0.5 si spezza troppo facilmente.): Perchè quando un team è fatto a piramide capovolta (troppi capi ed un solo povero esecutore) è come quando ci sono torppi galli in un pollaio. O quando si tenta di coprire un letto troppo grande utilizzando una coperta troppo piccola, tirandola a destra e a manca. E ieri veramente ero lì lì per sbottare che, no, io non faccio altre modifiche al documento finchè non vi sedete VOI-DUE davanti ad un tavolo a decidere INSIEME cosa devo modificare, come e perchè.

E insomma niente, raschiandolo con la spatola per le lasagne, ieri ho dato veramente fondo del barile della mia pazienza. Ora vorrei solo dormire. Ormai la mia sveglia (merry christmas mr lawrence di ryuichi sakamoto. Massìddai. Tiriamocela) arriva a suonare anche un paio di minuti prima che io mi renda conto che il mondo è giunto alle 7:30 del mattino mentre il mio ciclo circadiano è fermo alle 3:30. E di certo scoprire che da questa domenica torneremo a svegliarci un’ora prima non mi è di particolare conforto. Invece mi consola l’idea di andare a Modena, questo week end, a fare quello che vorrei fare 24/7: la geek fotografa. E se poi questo significherà svegliarsi all’alba sabato per arrivare a destinazione ad un’ora decente, e che faremo tardi sabato e che ci sovremo rialzare all’alba domenica e in tutto percorrere in due giorni 880 km, pazienza. Finchè riusciamo a farlo si fa. Siamo in due, siamo gggggiovani e vabbè.

E sempre perchè siamogggggiovani ma soprattutto ancora siamo solo in due, abbiamo prenotato una vacanza che ti dico levati. Cioè, ok, per i più mondani non sarà chi sa cosa, ma per noi lo è. Torniamo in costa brava, in quel borgnetto medievale su una baia che è Tossa de Mar e lo facciamo con traghettoconautoalseguito. Ahah. Avete capito benissimo. Auto. Al. Seguito. Perchè sì ok, mare, ma anche gite, visite e via discorrendo. Il tutto per 11/12 giorni.

E quindi ora quello è il mio nuovo obiettivo sopravvivenza: arrivare alla sera di venerdì 5 agosto viva, senza accuse pendenti di omicidio, senza esaurimento nervoso, e ancora con un lavoro in mano. 
E’ la seconda che vedo estremamente dura.

In mezzo piccole oasi e regali chicca oriented tipo un paio di week end casperiani, un matrimonio (e relativo abito da comprare, con scarpe, ovviamente. Yeye!), la Pasqua (tre giorni tre di relax, possibilmente sto giro lontani dal mondo), compleanni, tanti compleanni (troppi compleanni, per esempio il mio. 32. TRENTADUEEEEE??? EHHHH??? No scusate io devo ancora fare pace con i miei 25 e voi già mi dite 32??? NCS. Non ci siamo.)

Comunque questo post per dire che spero che oggi sia una giornata sensibilmente diversa da ieri. Ma nel frattempo, IO, mi metto a scavare una trincea, mi infilo il casco schiva-rogne e imbraccio il fucile ammazza-paduli. Sarò paranoica. Ma come si dice: solo i paranoici sopravvivono.

Conosci te stesso

Sto veramente imparando a conoscermi e a comprendermi più in questi mesi di attività progettuale che negli ultimi 30 anni della mia vita. Ho imparato che ho più pazienza di quello che pensavo ma meno di quella che servirebbe. Ma d’altronde quella che servirebbe è la pazienza di Giobbe e quindi me ne faccio una ragione.

Ho imparato che il mio fegato ha possibilità di espansione pressochè infinite (e non so se è un bene o un male), e che se inziassi una carriera da alcolizzata non riuscirei mai a maciullarlo come riescono a maciullarlo sti quattro gonzi qua con la loro disorganizzazione e destrutturazione. Sono talmente disorganizzati e destrutturati che il loro esserlo assurge a idea platonica della disorganizzazione e della destrutturazione.
Cioè?
Boh, non chiedetelo a me io ho fatto il classico.

Ho imparato che se hai molto tempo per fare una cosa non significa che tu la farai meglio; la farai molte volte in tanti modi diversi, molti dei quali egualmente corretti in maniera differente. In pratica ho imparato come si sente un criceto su una ruota.

Ho imparato che è resistere, a volte, al desiderio di strabuzzare gli occhi, crollare sul pavimento e fingermi morta sperando che il momento di follia dei miei capi passi e se ne vada. Non funziona. Anche sul letto di morte sarebbero capaci di chiedermi di fare un’analisi di mercato.

Ma soprattutto ho imparato, acnora, casomai ce ne fosse bisogno, che il venerdì non arriva mai troppo presto.