Le clausole in piccolo.

Essere mamma è qualcosa di bellissimo, poetico, magico.
Quando mia figlia mi guarda con gli occhini magici che manco i manga mi sciolgo come neve al sole.
Quando fa “mammammammamma” anche se so che è in piena fase lallazione e non sta chiamando me, vado comunque in brodo di giuggiole.
Quando ride per una cosa buffa che faccio mi sento la persona più fortunata del mondo.

Sì, tutto molto bello.

Il rovescio della medaglia di cui nessuno parla però sono le notti in bianco perché lei sta mettendo i dentini (e poco importa che secondo “gli esperti” li stia mettendo da quando ha 3 mesi e ora che ne ha 8 ed è più sdentata di un ottuagenario), perché ha la febbre, l’aria nel pancino o semplicemente le gira così. Continua a leggere

Non sono una persona seria

No. Non lo sono. Perdo le cose e non le ritrovo senza un aiuto esterno. Sono sempre in ritardo anche quando sono in anticipo, sono una mamma decisamente MOLTO approssimativa e se mia figlia è una bimba allegra, serena e fiduciosa il merito è TUTTO suo; non riesco a stare dietro ad una dieta nemmeno sotto tortura e ho una voglia matta di fare 38503984039841 cose tutte assieme e tutte, ovviamente, che necessitano di un elevato grado di impegno. Inutile dire che va a finire che non ne faccio bene nemmeno mezza. Sono talmente pigra che un gatto obeso potrebbe tranquillamente bullarsi di essere più atletico di me e non me ne frega assolutamente niente a parte quando mi prende la fregola di andare in palestra che poi mi iscrivo e, indovinate un po’?, esatto non ci vado mai. Mi sto dicendo che, hei, aspetta che arrivi la bella stagione e poi via a correre a villa Ada, ma il Procione ogni volta che me ne esco con queste idee mi guarda e scoppia a ridere ed io non posso nemmeno tirargli dietro un posacenere perché 1. ho smesso di fumare e 2. ha ragione.

Insomma. Sono una persona veramente tanto tanto approssimativa.

Vi piace come ho glissato sul fatto che è più di un anno che non aggiorno il blog?

3 anni

Un po’ perché non sapevamo se, come e quando avrebbero dato le ferie a Stefano, un po’ perché c’era Cleopatra che incombeva sul meteo, fatto sta che per il nostro terzo anniversario non avevamo programmato nulla di particolare. Nessun hotel prenotato, nessun volo acquistato. Ci siamo quindi ritrovati questi 5 giorni di vacanza tra le mani senza sapere molto bene cosa farne.

Data la brillante assenza della regina d’Egitto e, anzi, complice un tempo e delle temperature veramente invidiabili abbiamo optato per un “must per tutte le stagioni (basta che non faccia freddo)”: Casperia, che oltre ad essere un luogo bellissimo di per sé, è anche un ottimo campo base per gite che vanno dall’alto lazio, all’Umbria e, perché no, all’Abruzzo.

Mercoledì siamo partiti nel pomeriggio con calma e pigritudine per giungere in tempo per goderci il tramonto sulla vallata e gustarci un sano aperitivo, primo della cena all’immancabile Asprese.

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Scialla!

L’altra notte stavo in camera da letto, trafficando al PC per gli articoli del Blog, di Outacst e quanto altro quando sento un “Ahòòòòòòòò!” potente, di diaframma, provenire dalla strada sotto casa.
Risponde un “AhòòòOOOOòòò!”, altrettanto possente, altrettanto di diaframma, dall’altra parte della via. Concludendo con un “Ahò, ma li mortacci tua!”.

No. Amico. Li mortacci TUA.

Ah, ma ricomincerà la scuola. Presto. Molto presto. Ed io riderò. Stronzi ragazzini cianciaclingua demmerda.

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Volare oh oh

Parto. Oggi. Anzi, probabilmente ORA, che quando leggerete questo io starò nella sala d’attesa dell’aeroporto a cagarmi sotto dalla paura, ingurgitando quintalate di valeriana dispert e passando il mio tempo a farmi tali e tante seghe mentali che nemmeno un quindicenne voglioso.
Scrivo questo post per scaramanzia sappiatelo e per esorcizzare quello che è un vero e proprio momento no per me. Il decollo. Continua a leggere

See you later Alligator!

Il mondo si lamenta per il rientro in ufficio dopo la pausa estiva. Dolore, morte e raccapriccio sono tra gli hashtag più utilizzati sui socialcosi, specie se cinguettanti.

Ed io me la godo. Perchè se anche quella deficente di Francesca ci ha costretti al caldo e allo squaglio per tutto agosto perchè “ad agosto si lavora meno”, “c’è meno traffico in città”, e partire a settembre “è il non plus ultra delle partenze intelligenti”, su una cosa c’aveva ragione.
Sulla soddisfazione che si prova mentre tutti abbandonano le infradito per i mocassini, e te fai il gesto dell’ombrello fai ciao ciao con la manina salutando tutti per due settimane.

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Disappointing

True Blood Season 5 è finita decisamente mmeh.
Con un cliffhanger che non è un cliffhanger ma un fottuto “fine primo tempo” grosso quanto la piramide di Cheope.
E me sarei anche rotta il cazzo di prese per il culo così, a buffo, dagli sceneggiatori. Decisamente oltre l’F4!

L’estate sta finendo e io non mi sono presa nemmeno un lemoncocco. O uno spritz. O un aperitivo qualsiasi, se è per questo. Per non parlare poi di un gelato o di una bella coppa di frutta fresca. Sta dieta darà pure i suoi risultati, ma ha rotto il cazzo. Sapevatelo. Ma soprattutto sallo al dietologo.

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Tutta la verità che volevate sapere sui gatti

Se Stefano legge questo post credo chiederà il divorzio ma dovevo scriverlo. No perchè dopo quasi 10 mesi di convivenza felina occorre fare un bilancio.
Che è positivissimo eh, sia chiaro. Quei due sacchi di pelo (perchè oggettivamente sono due sacchi di pelo visto quanto ne distribuiscono per casa) sono riusciti a conquistarsi un posto nel mio cuore, cosa che non dubitavo. Li ho voluti. Fortissimamente. Contro tutti e contro tutti. Ed ora ci sono ed io, tutto sommato, sono felice così. Stanca – ma TANTO stanca – però felice.

Tuttavia sono qui per fare un po’ di pubblicità progresso, visto che con me non è stata fatta (se non da mio marito che lo so, lo so!, c’aveva ragione). Perché vedo tanta voglia di felinità attorno a me e ciò è bello. Ma tale voglia di felinità va un attimo confrontata con quella cosa chiamata realtà. Una realtà che è fatta, sì, di fusa fusose e coccole coccolose e occhietti vispi e orecchie buffe, ma anche di altro.
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