Disappointing

True Blood Season 5 è finita decisamente mmeh.
Con un cliffhanger che non è un cliffhanger ma un fottuto “fine primo tempo” grosso quanto la piramide di Cheope.
E me sarei anche rotta il cazzo di prese per il culo così, a buffo, dagli sceneggiatori. Decisamente oltre l’F4!

L’estate sta finendo e io non mi sono presa nemmeno un lemoncocco. O uno spritz. O un aperitivo qualsiasi, se è per questo. Per non parlare poi di un gelato o di una bella coppa di frutta fresca. Sta dieta darà pure i suoi risultati, ma ha rotto il cazzo. Sapevatelo. Ma soprattutto sallo al dietologo.

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Tutta la verità che volevate sapere sui gatti

Se Stefano legge questo post credo chiederà il divorzio ma dovevo scriverlo. No perchè dopo quasi 10 mesi di convivenza felina occorre fare un bilancio.
Che è positivissimo eh, sia chiaro. Quei due sacchi di pelo (perchè oggettivamente sono due sacchi di pelo visto quanto ne distribuiscono per casa) sono riusciti a conquistarsi un posto nel mio cuore, cosa che non dubitavo. Li ho voluti. Fortissimamente. Contro tutti e contro tutti. Ed ora ci sono ed io, tutto sommato, sono felice così. Stanca – ma TANTO stanca – però felice.

Tuttavia sono qui per fare un po’ di pubblicità progresso, visto che con me non è stata fatta (se non da mio marito che lo so, lo so!, c’aveva ragione). Perché vedo tanta voglia di felinità attorno a me e ciò è bello. Ma tale voglia di felinità va un attimo confrontata con quella cosa chiamata realtà. Una realtà che è fatta, sì, di fusa fusose e coccole coccolose e occhietti vispi e orecchie buffe, ma anche di altro.
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Hugo e L’Artista

Disclaimer: rischio spoiler elevato. A mia discolpa posso dire che non vi sono grandissimi colpi di scena e che i film, più che scoperti fanno “gustati, almeno questi due.

Come rendere omaggio alla storia del cinema (e riuscirci) con due film completamente diversi: è quello che hanno fatto Martin Scorsese e Michel Hazanavicius (“salute”, “grazie!”) con, rispettivamente, Hugo Cabret e The Artist.
Tra l’altro trovo quantomeno divertente che, in reciprocità, il film americano sia ambientato nella francesissima e pariginissima Gare de Lyon, mentre il film francese nell’americanissima e glamourissima Hollywood. Divertissement del destino probabilmente. Continua a leggere

L’arte della sintesi

Glissando il più possibile sull’assenza da questo blog, spalando via i quintali di ragnatele che ci si sono accumulati nel frattempo (ho trovato DUE articoli di settembre finiti nel dimenticatoio e ormai cestinati perchè bel oltre la data di scadenza), torno a imbrattare queste “carte”.
Potrei addurre mille scuse, potrei chiamare in causa inondazioni e cavallette di Belushana memoria, ma non lo farò. Son sparita, ora son tornata, e tanto basta. Vi ragguaglierò brevemente (sì lo sento che lo acclamate a gran voce… A GRAN VOCE HO DETTO!!!… umpf) sui principali avvenimenti degli ultimi cinque mesi.

Cinque mesi in pochi bullet point (che il background consulenziale ce lo consente)

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Saluti

E’ una cosa che non m’è mai riuscita bene, quella dei saluti. Non sono mai stata brava a staccarmi dalle cose, e soprattutto dalla gente.

I miei saluti sono tutto un guardare in basso, cincischiare con i piedi e con le mani, che improvvisamente si riempiono di dita, di unghie e di anelli (anche quando non ve ne sono). Perchè non sono brava a lasciare andare via le persone. Perchè le persone per me, anche quelle più insospettabili, diventano baluardo contro il mondo, punti fermi involontari della mia vita sempre alla ricerca di un equilibrio.
E quindi anche il collega con il quale prendo il caffè al pomeriggio è, a sua insaputa, un paletto, un’ancora. Continua a leggere

Estrogeni

Chi mi conosce sa che non sono il tipo da “migliore amica”, con quelle cose del tipo facciamo shopping assieme, leviamoci a vicenda le cuticole e spettegoliamo di mezza roma nord fino a diventare afone.

Perchè innanzitutto sono una dannata misantropa nel senso lato del termine e mi trovo più a mio agio nello stare per cazzi miei che in mezzo alla gente (anche se a volte sono talmente social da attaccarmi alle persone stile cozza allo scoglio. Fa parte del mio essere bipolare. Ingnoratemi e campate felici), poi perchè essendo cresciuta con una pletora di maschi attorno mi trovo più a mio agio con loro che non con gli espondeti del gentil sesso e infine perchè ho beccato più inculate dalle amiche che da una squadra di calcio di ex fidanzati stronzi e bastardi dentro. Continua a leggere

Appello pro Referendum ed alcune opinioni personali

Prima di inizare con il resto del post, un appello: andate a votare. Che votiate sì o votiate no andate a voltare, perchè l’astensione non è un’opzione democratica. L’atensione non è opinione. E’ una non opinione, è menefreghismo, pigrizia, ignoranza, è l’italietta de noantri che ma chissenefrega basta che non si faccia nel mio giardino.

Andate a voltare, che siate per il SI o per il NO, ma predete e date un messaggio forte a questa classe politica: ossia che la nostra opinione CONTA. Se non contasse LORO non sarebbero lì dove sono.

Grazie.

Detto questo veniamo a noi. Continua a leggere