3 anni

Un po’ perché non sapevamo se, come e quando avrebbero dato le ferie a Stefano, un po’ perché c’era Cleopatra che incombeva sul meteo, fatto sta che per il nostro terzo anniversario non avevamo programmato nulla di particolare. Nessun hotel prenotato, nessun volo acquistato. Ci siamo quindi ritrovati questi 5 giorni di vacanza tra le mani senza sapere molto bene cosa farne.

Data la brillante assenza della regina d’Egitto e, anzi, complice un tempo e delle temperature veramente invidiabili abbiamo optato per un “must per tutte le stagioni (basta che non faccia freddo)”: Casperia, che oltre ad essere un luogo bellissimo di per sé, è anche un ottimo campo base per gite che vanno dall’alto lazio, all’Umbria e, perché no, all’Abruzzo.

Mercoledì siamo partiti nel pomeriggio con calma e pigritudine per giungere in tempo per goderci il tramonto sulla vallata e gustarci un sano aperitivo, primo della cena all’immancabile Asprese.

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Sotto la luce giusta

Ammetto che, adesso che finalmente ho il progetto in mano, tiro un sospiro di sollievo. Il progetto dà stabilità all’attività, dà un’obiettivo che va oltre alla giornata contingente, ma soprattutto dà una sede. E almeno fino ad ottobre sappiamo che questa sede è Roma. Ancora una volta, pare, l’abbiamo sfangata.
Non voglio tornare a dilungarmi sul fatto che io odio le trasferte, specie se lontane, specie se a Milano (ma si prospettava anche Genova, non proprio a un tiro di schioppo, ma idealmente per me Milano è peggio, non so perchè), specie se lunghe. L’ho fatto altrove, lo sanno anche i sampietrini di via Nazionale, quindi non intendo tornarvi sopra. Ho cercato e mi sono aggrappata a questo team e a questo cliente con le unghie e con i denti, facendomi il culo a taralle per un solo obiettivo: restare sul cliente, presidiarlo come una cozza attaccata allo scoglio, pur di rimanere qui. Pare che la strategia abbia funzionato. Per ora.
L’altro obiettivo, farmi adottare, aziendalmente parlando, è ancora nel mondo delle idee impossibili, ma è tutt’ora tra i miei obiettivi per il futuro. Perchè mi piace quel che fanno? Naaaa, perchè avrei una fottutissima sede, ecco perà. Cioè mi piace quel che fanno, per carità. Ma mi piace lato consulenza. Mi piace il mio lavoro. Meno gli orari, ma il lavoro sì. Mi piace cambiare ogni tanto prospettive e attività, avere davanti nuove sfide, fare qualcosa di sempre nuovo ma concreto. Per ora, quello con la mia azienda è un matirmonio abbastanza sereno. Vedremo a marzo però, che accadrà.

Questi primi giorni del 2011 stanno passando con una certa qual serenità, quasi in scivolata. La stanchezza c’è, gli imprevisti anche, ma devo dire che riesco a parsarci abbastanza agevolmente attraverso, mentre fino a qualche tempo fa mi sembrava, semplicemente, di arrancare un giorno dietro l’altro su sentieri sconnessi (e indossando scarpe tacco 12, oltretutto).

Domenica scorsa siamo stati a Casperia. E come al solito, di nuovo, mi sono innamorata. Mentre gli altri si sono messi a giocare, io invece, zainetto in spalla, macchinetta al collo e cavalletto sotto braccio, mi sono andata a perdere per i vicoli del paese, inseguendo la luce dorata del tardo pomeriggio invernale.

E comuque, ancora adesso, se guardo il tramonto, spero di intravedere dei draghi in volo

Immagine: Stella, gatta casperiana e coccolona, mi viene incontro al tramonto, immersa nella luce dorata. Foto by Me