See you later Alligator!

Il mondo si lamenta per il rientro in ufficio dopo la pausa estiva. Dolore, morte e raccapriccio sono tra gli hashtag più utilizzati sui socialcosi, specie se cinguettanti.

Ed io me la godo. Perchè se anche quella deficente di Francesca ci ha costretti al caldo e allo squaglio per tutto agosto perchè “ad agosto si lavora meno”, “c’è meno traffico in città”, e partire a settembre “è il non plus ultra delle partenze intelligenti”, su una cosa c’aveva ragione.
Sulla soddisfazione che si prova mentre tutti abbandonano le infradito per i mocassini, e te fai il gesto dell’ombrello fai ciao ciao con la manina salutando tutti per due settimane.

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Antropologia applicata alla curiosità

Altrimenti detta “ma perchè ‘n ti fai li cazzi tua?”

Opera in atto unico di Francesca Mazzotta
Interpreti
Ziska: la curiosa
Il Procione: L’incalzante
Francesca: La proprietaria del blog

Scena: interno, tardo pomeriggio

Il sole vagamente aranciato del tramonto romano splende alle spalle dei protagonisti che se ne stanno seduti in terrazza, su delle sedie in ferro battuto, sorseggiando the freddo e pasticcini. Una domanda squarcia però la quiete  Continua a leggere

Dipendenza

Interno, giorno. Ora di Pranzo. Ziska, Francesca e il Procione stanno terminando di pranzare seduti al tavolino del terrazzo. Tutto sembra tranquillo, ma ecco che…

Ziska: Fra? Guardampo’ verso di me?
Francesca: mmmm?

distrattamente continua a sbucciare la sua arancia

Ziska: Francesca?

Le fa schioccare le dita davanti agli occhi mentre Procione osserva senza capire
Francesca si riprende e guarda confusa Ziska

Francesca: Sì? Che c’è? Che ho fatto sta volta?
Ziska: Ecco lo sapevo!!! Lo sapevo!!!! Guardala, Procione, guardala bene in faccia

Procione la osserva e poi sbianca

Procione: No, NO! Non puoi farci questo, ce l’avevi promesso!
Francesca: Ma…ma…
Procione: Tu vuoi andare da IKEA, questo sabato!!!!
Francesca: oddio beh, sì ci stavo facendo un pensierino
Ziska: pensierino, Ah!
Procione: perchè, perchèèèèè?

Francesca li guarda con occhio languido e innocente

Francesca: beh, sai, dobbiamo comprare le staffe per gli scaffali nuovi e poi pensavo che magari un girello nel reparto tessuti e accessori avrebbe potuto rivelarsi interessante
Ziska: lo sapevo!
Procione: Moriremo tutti!

Dialoghi (mica poi tanto) immaginari

Francesca: Sapete? Mi ricordo di quando sul mio Blog scrivevo pipponi esistenziali da far rizzare il pelo su per la schiena. Non che io abbia pelo sulla schiena. Era per dire.
Procione: non è che adesso non te li faccia lo stesso, i pipponi esistenziali
Francesca: no dai… parecchio di meno.
Procione: Mah
Francesca: e poi, nel caso, ho imparato a non ammorbare nessuno con eventuali pipponi esistenziali. Questo concedetemelo.
Ziska: Infatti. Rompi solo a noi le scatole in maniera infinita! “ohhh, mio dio e cosa ne è della mia vita”, oppure “Ah! Tutti i miei sogni e i miei desideri, le mie velleità di storica, le mie passioni i miei hobby”
Francesca: perchè non è vero? Lavoriamo come schiavi tutto il santo giorno. E ancora non siamo riusciti, da domenica sera, ad andare a comperare un dannato cartoncino bianco e nero per le foto del gruppo di Next. Vi pare normale?
Procione: magari se la sera non cascassi dal sonno perennemente riusciresti a guadagnare quel po’ di tempo in più per fare le cose di cui ti lamenti non hai il tempo.
Francesca: io non casco dal son..
Ziska: no, fischio! L’altro giorno io e Procione abbiamo fatto i salti mortali per convincere Stefano che stava parlando con te e non con la tua segreteria telefonica
Francesca: Ma io ho bi…
Procione facendole il verso: “Ma io ho bisogno di dormire almeno sette ore perchè altrimenti sono rintronata tutto il giorno”. Ma che c’hai du anni? E tu saresti quella che vorrebbe fare un figlio? Tu?
Francesca: Beh ma ora che c’entra
Ziska: c’entra, bimba bella, che o impari a riposare di meno o t’attacchi. Sappi che IO non ho nessuna intenzione di prendermi cura del marmocchio di chicchessia
Francesca: COME??? Guarda, stronzetta, che in caso sarebbe anche figlio tuo!
Ziska: MIO?!?! Guarda, rincojonita, che io mi sono fatta chiudere le tube di falloppio moooooolto tempo fa. Quindi figlio mio sta ceppa.
Procione: Avete finito, continueremo ancora per molto?
Francesca: E poi vorrei capire come siamo finiti a parlare di figli. Che stanno ancora nel mondo dei sogni, detto tra noi.
Procione: guarda che sei tu che ci stai ripensando da almeno due ore. Da quando tuo padre ti ha chiamato per andare a vedere quella casa al quarto piano
Francesca: Mapperpiacere, ma dai. E poi la casa non basterebbe. C’è ancora il colloquio in banca da fare. Ve lo siete dimenticato quello?
Ziska: Beh, no… ma
Francesca: e poi non è solo questo. Insomma, io sono ancora troppo figlia. Parlo ancora con Gli amichetti immaginari!
Procione: piano coi termini
Ziska: immaginario a chi?
Francesca: sapete quello che intendo dire. Panico per un nonnulla, la pazienza NON è il nostro forte, soprattutto NON il tuo Ziska, e abbiamo talmente tanti progetti di viaggi e cose da fare, tipo il corso di fotografia, finire la dieta, tornare in giappone, fare un corso di lingua giapponese…
Procione: seriamente, Fra, se queste cose vuoi farle non sarà un figlio ad impedirtelo. E poi sei circondata di persone che possono darti una mano, nel caso.
Francesca: e poi io sono una persona coerente e voglio mantenere la mia coerenza. Voglio dire, io che soffro di attacchi di panico, che ho paura della morte da quando ho memoria, che sono pessimista a mille e tutto il resto; che lo metto al mondo a fare un figlio? Non sarei egoista? Certo che lo sarei. Voglio veramente giocare a fare il dio e donare la vita a una persona perchè un domani me lo rinfacci e si renda conto che non gli ho fatto un favore ma gli ho solo ammollato una sonora fregatura? Perchè, guardiamoci negli occhi ragazzi, sta vita è una vera fregatura: inizi a fare cose belle, metti i tassellini per cose veramente fighe tipo i viaggi nello spazio e tutte ste robe, e poi? Se le godranno i tuoi nipoti e tu t’attacchi. Lavori come un disperato per una vita facendo progetti per “dopo” (andare a vivere a Lucca, comprare un casolare, viaggiare ecc) e poi quando finalmente te li puoi godere perchè i figli sono grandi e il lavoro finalmente ti ha consentito di andare in pensione, sei troppo vecchio per goderteli; e poi vogliamo parlare del terrorismo? Dei terremoti?
Ziska: sì e delle invasioni delle cavallette. Fra?
Francesca: che c’è?
Ziska: tu hai solo paura di non essere all’altezza. Tu ti stai cagando sotto all’idea che qualcuno dipenda talmente tanto da te da non poterti più tirare indietro. E quindi ti fai i film, fai finta che non ci stai pensando, fai finta che in fondo non vuoi, che non è il caso, e ti, CI, racconti balle.
Francesca Borbottando: Forse.
Procione: niente forse. E’ così
Francesca: Dite?
Ziska: già
Francesca: E quindi? Che devo fare?
Procione: Niente. Anzi sì, andiamoci a prendere un bel the. Tanto, casomai accadesse, tranquilla che hai nove mesi per abituarti
Ziska sussurrando ironica mentre i tre si avviano alla macchinetta del caffè: è una vita per pentirtene

***Poco dopo, davanti ad una tazza fumante di the***

Ziska: Fra?
Francesca soffiando sulla tazza: Eh
Ziska: Ma poi… ma i gatti?

Immagine: Biglietto di auguri dei 30 anni con I Tre Coinquilini Ziska, Francesca e Il Procione. Foto by me, disegno by quel geniaccio di Martino Palladini. Che però non mi ha fatto anche il biglietto per i 31. E quindi me lo riaspetto ai 32, che son pure quelli pari. No? Marti? Casomai passassi di qui prendi nota 😛